Classe 1975, laurea in legge. Un lavoro che non gli piaceva, la giacca, la cravatta. Poi la luce dei nuovi media, la produzione di un documentario, un passaggio a Google, e la sua prima startup: Unimagazine/Votailprof. Adesso è pronto a tornare in garage per la seconda Startup, e creare qualcosa di nuovo.
Sorpassato ormai da tempo il periodo della cosidetta ‘New Economy”, come vedi, in prospettiva, l’attuale rinnovata attenzione verso le start-up?
Credo che la new economy abbia rappresentanto il far west, quando ancora c’era da costruire tutto. Con il passare del tempo però l’evoluzione del mercato ha fatto capire che su quella base di new economy c’era ancora molto da costruire e raffinare, sopratutto per le nuove esigenze che si sono create (mobile, adv in calo, social ecc). Credo quindi che ci sia ancora moltissimo spazio per le nuove startup, e che le prossime google o facebook saranno quelle che riusciranno a risolvere il problema delle reti congestionate e dei vari digital divide.
1. Nell’agenda industriale del nostro Paese che posto occupano oggi l’Innovazione e le nuove tecnologie?
Gli investimenti in innovazione tecnologica sono ancora troppo spesso percepiti come un costo e non come una leva fondamentale per portare le aziende ad ottimizzare i processi, ridurre i costi ed aumentare l’efficienza. I manager tante volte non colgono ancora a pieno i benefici che possono trarre dalle moderne tecnologie digitali: la sfida di Smau è proprio quella di parlare agli imprenditori e ai decisori aziendali con il loro linguaggio, attraverso casi di successo di aziende che hanno deciso di scommettere su progetti innovativi e oggi ne stanno misurando i risultati. È fondamentale che il messaggio arrivi alle PMI, vero motore dell’economia nazionale. Solo diffondendo la cultura dell’innovazione potremo portare questi temi a diventare una priorità per la nostra industria.
WhosWho.it è il servizio di database online di Business International (Gruppo Fiera Milano), società leader in Italia nell’ideazione e realizzazione di eventi istituzionali e di management. Grazie all’aggiornamento costante e alla relazione diretta con i manager che intervengono ogni anno ai circa 200 eventi che BI realizza in 13 diverse aree tematiche (Amministrazione, Finanza & Controllo; Banche & Assicurazioni; Energia & Ambiente; Information Technology; Risorse Umane e Marketing, oltre l’ormai nota Tavola Rotonda con il Governo Italiano), WhosWho.it raccoglie oggi i recapiti diretti di 240mila manager, organizzati per funzione. Intervistiamo Domenico Mancini, Responsabile WhosWho.it – Business International.
Chi sono i Side-Leader?
Prima di tutto ti dico che “Side Leaders”, nella mia aspirazione iniziale, avrebbe dovuto essere il titolo del libro che ho scritto che poi, su buon consiglio commerciale del mio editore, è diventato “L’Italia che innova”.
E’ il connubio terminologico ideale (secondo me) per descrivere “giovani leaders di confine”, dove per “confine” io penso alla condizione di ombra o di minor “popolarità mediatica” nella quale tantissimi giovani si trovano a ricoprire ruoli importanti o a mandare avanti nel loro “piccolo” l’economia buona del nostro Paese. Come scrivo nella prefazione del libro, li chiamo “Side” perché si sbattono giorno dopo giorno per fare quello che fanno e perché ognuno di loro proviene da una condizione di partenza “normale”, o “ai limiti del possibile” se preferisci… Storie fatte di sudore, sacrificio, coraggio e volontà (niente cognomi celebri, niente patrimoni di famiglia, niente proclami di accesso al credito bancario), solo tenacia, idee giuste, voglia di fare e di essere più di quello che oggi questo Paese potrebbe apparentemente concederti di fare. In questo senso, quando scrivo di loro nel libro, associo il termine Side Leaders ai testimonial dellesingole storie.
Con il consenso dell’intervistato, pubblico un estratto da un’interessante intervista che il Prof. Masullo ha concesso in esclusiva a Finanza & Diritto:
Quali sono gli obiettivi e le finalità di dell’ISFOA Libera e Privata Università Internazionale di Lugano?
ISFOA Libera e Privata Università Internazionale, nasce con la finalità specifica di diffondere le basi comuni della cultura a livello internazionale, dando completa attuazione a quanto affermato dall’articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo in Materia di Istruzione del 10 dicembre 1948. ISFOA Libera e Privata Università Internazionale, per il presupposto di tali obiettivi, ha il compito primario di svolgere, oltre all’attività di ricerca e di studio, attività di formazione mediante l’utilizzo delle metodologie della formazione a distanza con particolare riguardo alle applicazioni di e-learning. ISFOA Libera e Privata Università Internazionale è una istituzione accademica libera e privata e pertanto gode di autonomia didattica, organizzativa, amministrativa e disciplinare in conformità alle leggi ed ai Regolamenti Generali e Speciali sull’Ordinamento Universitario Internazionale e nei limiti del proprio Statuto ed Ordinamento Accademico.
Qual’è il profilo medio dello start-upper USA?
Il tipico start-upper americano, se di tipico si puo’ parlare, ha un Bachelor o un Master (qualche volta anche un PhD) che e’ disposto a prendersi dei rischi e vuole cambiare il mondo. E’ anche un creativo, si dimestica bene con la tecnologia, e’ normalmente molto sensibile ai temi sociali e apprezza sia la liberta’ di pensiero che un approccio aperto alla condivisione di idee: il “networking” e la disponibilita’ a chiedere aiuto sono quindi spesso caratteristiche comuni allo start-upper americano. Altri aspetti molto comuni sono la propensione all’apprendimento continuo e auto-didatta, la ricerca incessante di consigli e di persone esperte pronti ad aiutare (mentors) e, naturalmente, la passione, in abbondanza. Per finire, una buona dose di comprensione finanziaria di base, almeno a livello personale, e – per quelli di successo – un’attenzione quasi esasperata al valore aggiunto fornito ai clienti.